Il Bypass aortocoronarico è il più comune intervento di cardiochirurgia.

Oggi l’incidenza annuale di infarto miocardico è molto alta ed è per questo che il bypass aortocoronarico è l’intervento chirurgico più eseguito in cardiochirurgia.

Si tratta di una operazione che consente di superare una ostruzione di una o più arterie fondamentali per il nutrimento del cuore, portando il sangue laddove è necessario che arrivi.

In questo modo si possono raggiungere una serie di obiettivi a medio-lungo termine, rappresentati dal miglioramento della qualità di vita, dalla riduzione dell’evenienza di nuovi infarti e dal rallentamento degli effetti negativi della malattia di base sul cuore.

Infatti, spesso non si spiega bene che l’intervento di bypass aortocoronarico è palliativo, poiché non arresta la progressione della patologia di base, l’aterosclerosi, che è quel processo che conduce a fare ammalare tutte le arterie.

E’ per questo che, pur avendo un nobile ruolo, a volte salva-vita, questo intervento bisogna inquadrarlo nel contesto di una strategia che deve focalizzarsi a correggere i diversi fattori che conducono all’aterosclerosi.

Tecnicamente, l’intervento di bypass aortocoronarico consiste nell’eseguire uno o più innesti a ponte tra l’aorta ascendente e le arterie coronarie o tra un’arteria e un vaso coronarico, superando così l’ostruzione coronarica.

In questa sede eviteremo una rassegna di queste tecniche, perché lo scopo è solo quello di fornire elementi generali, semplici e chiari.

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