La insufficienza mitralica è una patologia molto frequente che può verificarsi a qualsiasi età. Si tratta di una delle patologie valvolari più frequenti, riscontrata nei Paesi occidentali.

La insufficienza mitralica si presenta quando vi è una chiusura incompleta della valvola mitrale con conseguente reflusso di sangue dal ventricolo sinistro all’atrio sovrastante durante la contrazione del cuore (sistole ventricolare).

Dopo la stenosi aortica, è la seconda più frequente patologia valvolare riscontrata nei Paesi occidentali.

Cause della insufficienza mitralica

Le cause sono:

  • ischemiche
  • degenerative.

L’insufficienza mitralica di natura ischemica può verificarsi in seguito ad un evento acuto (come un infarto) o per una condizione di ischemia cronica con progressiva disfunzione del ventricolo sinistro e conseguente alterazione di uno o più componenti dell’unità anatomo-funzionale mitralica.

L’insufficienza mitralica di natura degenerativa è la più frequente causa di insufficienza valvolare mitralica. Si dice degenerativa, in quanto si assiste alla trasformazione progressiva del tessuto connettivale fibroso dei lembi valvolari in tessuto lasso. Dal momento che il processo degenerativo coinvolge anche le corde tendinee, queste ultime si allungano e si assottigliano.

Anche l’endocardite batterica può essere responsabile di insufficienza valvolare, sia mediante perforazione che lacerazione delle cuspidi.

Alcune cardiomiopatie primitive, come ad esempio la cardiomiopatia dilatativa o la cardiomiopatia ipertrofica, possono provocare insufficienza mitralica. Lo “stiramento” dell’apparato sottovalvolare, infatti, può portare ad una imperfetta coaptazione dei lembi o ad un prolasso degli stessi nella cavità atriale durante la fase sistolica.

La presentazione acuta della malattia per fortuna è più rara, ma quando accade è considerata una urgenza.

Sintomi della insufficienza mitralica

La presentazione acuta della malattia per fortuna è più rara, ma quando accade è considerata un’ urgenza.

Solitamente i pazienti con insufficienza mitralica cronica nella fase di compenso sono spesso del tutto asintomatici o possono presentare astenia, spossatezza, stanchezza e facile affaticamento. A volte, questi pazienti presentano come prima manifestazione clinica la fibrillazione atriale, una aritmia riferibile a palpitazioni, sensazione di “cuore in gola”, prima mai avvertita. Nei casi più avanzati i pazienti possono presentare grave astenia, dispnea da sforzo ed ortopnea.

Nei pazienti con marcata ipertensione polmonare e vasculopatia polmonare, associate a insufficienza mitralica, può comparire un’insufficienza ventricolare destra, caratterizzata da dolorose congestioni del fegato, gonfiore grave alle gambe, vene del collo turgide, liquido in addome ed insufficienza tricuspidale.

Come si può diagnosticare l'insufficienza mitralica

L’ecocardiografia rappresenta l’esame diagnostico principale per la diagnosi di insufficienza mitralica e per le valvulopatie in generale. Permette, infatti, la visualizzazione morfologica valvolare e delle camere cardiache, durante tutto il ciclo cardiaco e quindi ci consente di valutarne lo stato e la funzionalità.

Per una migliore definizione anatomica e per indirizzare il chirurgo verso una chirurgia di tipo riparativo, l’esame viene eseguito anche per via transesofagea (TEE), spesso direttamente in sala operatoria, sfruttando vari parametri.

Come si cura l'insufficienza mitralica

Una volta stabilita la gravità della patologia, si pone indicazione all’intervento cardiochirurgico ricordandosi che l’ideale sarebbe intervenire prima che si realizzi una compromissione irreversibile della funzione del cuore.

In seguito ad un intervento eseguito tardivamente, infatti, spesso la funzione del cuore non recupera; al contrario un intervento eseguito precocemente, soprattutto se consiste in una riparazione, comporta un rischio operatorio basso e consente al paziente una qualità e un’aspettativa di vita non diversa dalla popolazione normale.

I vantaggi della riparazione rispetto alla sostituzione includono il miglioramento della sopravvivenza, la minore mortalità perioperatoria e la migliore preservazione della funzione, come dimostrano diversi studi che sono stati pubblicati.

L’intervento riparativo è eseguibile in più del 90% dei pazienti riferiti per intervento chirurgico.

Benché la riparazione della valvola mitralica sia da preferire e sebbene il grado di fattibilità dell’intervento riparativo sia molto elevato, rimane un’operazione tecnicamente difficile da eseguire.

La riparabilità della valvola e l’adeguata esperienza chirurgica fanno modificare le probabilità di successo, soprattutto per le lesioni complesse. Quando dopo un’attenta valutazione, la possibilità di riparazione valvolare non è considerata fattibile, la sostituzione valvolare mitralica è considerata l’opzione successiva.

Hai questo problema? Hai dubbi?
Contattami.