Quando si usano approcci che sono diversi da quelli mini invasivi, la cardiochirurgia è definita, forse erroneamente, tradizionale. Il chirurgo esegue una sternotomia mediana longitudinale (apre a metà l’osso sternale, quello del petto), per raggiungere il cuore e operarlo.
Vorrei chiarire: la chirurgia tradizionale, non sminuisce nulla della cardiochirurgia, ha salvato e salva migliaia di persone. Chi ne dà un’accezione negativa, commette un errore madornale.
Oggigiorno, in tanti casi, la cardiochirurgia con approccio tradizionale non solo è necessaria ma addirittura è più sicura per il paziente rispetto alla moderna chirurgia mini-invasiva, non sempre indicata. Gli interventi al cuore, infatti, possono essere praticati con piccoli tagli solo in casi altamente selezionati dopo una lunga e attenta valutazione.
L’intervento di cardiochirurgia tradizionale eseguito più di frequente sugli adulti è il bypass aortocoronarico. Consiste nel superare il punto in cui l’arteria coronarica è stenotica (ristretta) o addirittura ostruita, mediante la realizzazione una via alternativa. Questa è resa possibile grazie all’impiego di arterie o vene prelevate in altre parti del corpo del paziente stesso.
Questi si chiamano condotti autologhi, ad esempio:
- la vena della gamba (grande safena);
- l’arteria mammaria interna (destra o sinistra o entrambe).
Con l’esecuzione dell’intervento si permette al sangue di arrivare laddove in precedenza non si poteva giungere facilmente con lo scopo di aiutare il cuore a lavorare meglio.
L’intervento si esegue in anestesia generale e normalmente mediante l’utilizzo della circolazione extra-corporea: è la cosiddetta macchina cuore- polmone che sostituisce la funzione a del cuore e dei polmoni, con lo scopo di assicurare un’adeguata ossigenazione di tutti gli organi.
In alcuni casi il bypass può essere oggi realizzato “a cuore battente”, con o senza l’intervento della circolazione extracorporea, nei casi in cui la circolazione extracorporea è parzialmente o assolutamente controindicata.
Quando può essere necessario ricorrere ad un approccio cardiochirurgico standard?
Ecco alcuni interventi di cardiochirurgia eseguibili con approccio tradizionale:
- sostituzione della aorta dilatata;
- dissezione aortica;
- riparazione o sostituzione delle valvole cardiache;
- rimozione di tumori del cuore.
Oggigiorno, la tendenza è di eseguire incisioni più piccole, proprio per consentire al paziente un recupero post operatorio più rapido, ridurre le complicazioni e migliorare il risultato estetico. Soprattutto nelle donne in cui si ricorre ad approccio sotto mammario, o areolare in casi ancor più rari. Tutto questo non toglie affatto dignità all’efficace e sicura azione di un approccio tradizionale.
Al cardiochirurgo spetta il compito di valutare la strategia terapeutica migliore, proponendo al paziente un percorso condiviso e informato!
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